La cappella di Stagio Barducci in Sant’Ambrogio di Firenze e la Decima (1582)
Sant’Ambrogio nel quartiere di Santa Croce di Firenze è il titolo di una chiesa dalle origini antichissime, tanto da dare il nome a una porta aperta nelle mura cittadine. Ebbe accanto un monastero di benedettine dall’esistenza altrettanto plurisecolare, ma soppresso nel 1785.
La chiesa di Sant’Ambrogio è nota inoltre come luogo nel 1230 di un miracolo eucaristico – la presenza di sangue in un calice consacrato –, che provocò gran devozione nei fiorentini e in seguito l’edificazione di una cappella dedicata e abbellita nel tempo da un pregevole tabernacolo di Mino da Fiesole e da insigni pittori.
Il caratteristico edificio presenta oggi una navata unica con alcune cappelle nelle pareti laterali e nel presbiterio. Tra queste ultime, quella di Sant’Eustachio – Santo Stagio per i fiorentini – fu dei Barducci, banchieri del convento nel quattrocento e suoi fondatori nel 1578.
Stefano Rosselli la ricorda al n. 21 nel Sepoltuario (1657):
“Saliti i retroscritti scaglioni sotto l’organo, altare de Barducci Attavanti con loro arme, et appiede lastrone di macigno. Quest’arme si vede ancora per di fuori sopra alla finestra a canto al campanile, campo d’oro, sbarra e ciambelle azzurre.
Si vede ancora scolpita in pietra nella facciata rincontro alla cappella del Miracolo et al coro delle monache sopra all’uscio che va sull’organo”.
Anche Domenico Francioni in Storia del SS. Miracolo, 1875, p. 30 riporta:
“Salito il presbiterio vi si vede il dodicesimo altare sotto l’organo, volgarmente conosciuto per l’altare di San Giuseppe, ma che è invece dedicato a Sant’Eustachio, ed è de’ Barducci Attavanti.
Prima eravi l’arme, ma questa si vede ancora fuori alla finestra accanto al campanile, ed è un campo d’oro, sbarra e ciambelle azzurre.
I signori Barducci fondarono e dotarono questa cappella per istrumento rogato ser Francesco Bonini sotto il dì 14 febbraio 1578.
Il sig . Mattia Bartolommei, nipote del canonico Niccolò de’ Frescobaldi, governatore delle monache, pretendeva il padronato di questa cappella. Il contratto di fondazione dice : «Statio di Filippo Barducci fondatore assegna per dote della cappella di Sant’Eustachio in Sant’Ambrogio, fondata da detto Statio; una casa con orto in via del Gensumino (sic) popolo di S. Ambrogio, di rendita di scudi 30, e vuole che si mantenga la detta rendita, per cui se scemasse gli eredi la mantengano co ’ suoi beni ecc.».
La casa un tempo rese scudi 23, e i beni di Statio che erano alla Pie’ Vecchia passarono nei sigg . Marzi-Medici”.
Proprio nell’inventario del fondo Marzi Medici compilato dall’Archivio di Stato di Firenze si legge che il 22 maggio 1578 Stagio di Filippo Barducci priore della chiesa di Sant’Ambrogio fece dono alla chiesa e alle monache di un reliquiario.
A questi documenti aggiungiamo quanto è scritto in tre pagine di un registro di Partiti della Decima Granducale (1582-83) conservato sempre all’Archivio di Stato di Firenze:
“A dì 8 d’agosto 1582
Gli sp.li signori ufficiali di Decima corrente della città di Firenze nella loro solita audienza in numero sufficiente coadunati.
Havendo udito quanto in voce è stato loro esposto sopra le cose infrascritte dal reverendo ser Vincenzio di Giovanni Tozzi rettore della cappella di Santo Stagio posta nella chiesa di Santo Ambrogio di Firenze, in nome di detta cappella, et veduto che ne’ libri della Decima 34 S.o Em. etc. chiave 569, fu accesa una posta cantante.
Beni che furno di Stagio di Filippo Barducci possiede la:
Cappella di Santo Stagio soprascritta per una casa nel chiasso della porta alla Croce con più habitazioni et con orto nel popolo di Santo Ambrogio drento alla porta, la quale l’anno 1581 n. 330 el detto ser Vincenzio, havendo appigionato, li fu decimata in lire 1.10.5. d. per la pigione che esso ne cavava et fu donata dal predetto Stagio Barducci alla detta cappella come fondatore di essa, et trovandosi mediante la morte di detto Stagio che la medesima che era decimata sotto la sua posta con decima a l. 2.12.6. d., el prefato ser Vincenzio fu forzato levare detta decima dalla posta di detto Stagio | et farla descrivere alla posta pagante di detta cappella come di sopra, tal che la decima di detta casa fu applicata dal detto anno 1581 in qua e doppiamente si è pagato e si paga fino a hoggi.
Et essendo giustificato che la casa predetta decimata in l. 1.10.5 è la medesima che la decima in l. 2.12.6, come tutto appare per fede nella filza del (***) sotto numero 574, et veduto el supplicato a sua altezza serenissima sopra di ciò fatto da detto reverendo ser Vincenzo rettore predetto, eralsi el benigno rescritto di sua altezza fatto all’infomazione di esso supplicato di questo tenore, cioè ‘Recasi a dovere’ con la solita segnatura (***) come filza 7ma di supplicazioni sottonumero 441, et veduto et considerato intorno a ciò tutto quanto fu da vedere e riconsiderare, servatis servandis, ottenuto el partito secondo gli ordini delib. deliberando, commessono che per li ministri del loro officio etc. per chi s’appartiene, si cancelli et spenga da’ libri della Decima 34 S chiave 569 dalla posta predecta di ‘Beni che furno di Stagio Barducci possiede la cappella di Santo Stagio nella chiesa di Santo Ambrogio’ la detta decima di l. 1.10.5 d. come decima supplicata per le ragioni predette | et tolta se li faccia buona la decima corsa per detti l. 1.10.5 d. dal dì primo di novembre 1581 in qua, reservata non di meno nelle cose predette l’approvazione da farsi per li sp.li signori officiali di Monte della città di Firenze, secondo gli ordini et con ogni altro miglior modo mandantes.
Simon Bracces. sub cancellarius”.
Il “die XXVII octobris 1582” in calce si trova riportata l’approvazione dei signori del Monte riguardo alla deliberazione dell’8 agosto fatta “in favore della sopra cappella di Santo Stagio posta nella chiesa di Santo Ambrogio di Firenze in tutto e per tutto come in detta deliberatione si dice ...
Ego Ioannes Falganus cancellarius dictorum dd. ufficialium Montis ...”.
Paola Ircani Menichini, 15 maggio 2026. Tutti i diritti riservati.
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